La stessa notte, due fasi diverse
Prima la sedazione. Poi un sonno più frammentato
L’alcol rallenta il sistema nervoso centrale e può quindi facilitare l’addormentamento. Man mano che viene metabolizzato, l’effetto cambia: diventano più frequenti il sonno leggero, i risvegli e la difficoltà a riaddormentarsi.
La sonnolenza arriva prima
È un effetto sedativo, non la prova di un recupero migliore.
Cambia l’architettura del sonno
La proporzione delle fasi del sonno, compresa la fase REM, può differire dallo schema abituale.
Più risvegli
La diminuzione della concentrazione di alcol, la sete e il bisogno di urinare frammentano il riposo.
Meno energia nonostante molte ore trascorse a letto
Il sonno può essere stato lungo, ma meno continuo e ristoratore.
Il cervello non dorme in un solo modo
L’alcol modifica l’ordine e la proporzione delle fasi del sonno
Un sonno sano procede per cicli che comprendono fasi NREM e REM. All’inizio l’alcol può ridurre parte del sonno REM e modificare la quantità di sonno profondo. Quando il suo effetto svanisce, il sonno diventa meno stabile. Addormentarsi rapidamente dice molto poco sulla qualità dell’intera notte.
Tempo trascorso a letto
Il numero di ore tra il momento in cui vai a letto e quello in cui ti alzi.
Qualità del sonno
Contano la continuità, i cicli normali e la capacità dell’organismo di recuperare.
Il giorno dopo possono comparire reazioni più lente, difficoltà di concentrazione, irritabilità e peggioramento della memoria di lavoro. Se nel sangue è ancora presente alcol, i suoi effetti diretti si sommano a quelli della mancanza di sonno.
Cheers · sera e mattino
Guarda l’ora dell’ultimo drink, non solo quanti ne hai bevuti
Nello storico di Cheers puoi confrontare le sessioni terminate tardi con i mattini successivi. Un legame ricorrente tra la fine del consumo e la stanchezza può dire più di una singola notte.
Il rilassamento raggiunge anche le vie respiratorie
Il russamento può peggiorare e l’apnea notturna diventare più pericolosa
L’alcol rilassa i muscoli della gola e indebolisce la risposta dell’organismo a una diminuzione dell’ossigeno. Può quindi peggiorare il russamento e i problemi respiratori durante il sonno. Questo è particolarmente importante se hai un’apnea ostruttiva del sonno diagnosticata o sospetta e quando l’alcol viene combinato con sonniferi, sedativi o oppioidi.
Il sollievo a breve termine può mantenere il problema
Come l’alcol può entrare in un circolo vizioso del sonno
Addormentarsi diventa più difficile
Lo stress o l’insonnia fanno nascere l’impulso di bere «per dormire».
Arriva la sonnolenza
L’effetto rapido rafforza l’idea che l’alcol aiuti.
La notte peggiora
I risvegli e la stanchezza aumentano la tensione del giorno successivo.
Con il consumo abituale può svilupparsi tolleranza: la stessa quantità produce meno effetto e compare la tentazione di aumentare la dose. Il sonno può peggiorare temporaneamente quando si riduce l’alcol, soprattutto dopo un consumo intenso. Smettere bruscamente dopo aver bevuto molto e a lungo può essere pericoloso e va discusso con un professionista sanitario.
Un piccolo esperimento dice più di un’ipotesi
Osserva l’andamento per alcune settimane
Per due o tre settimane annota i giorni in cui bevi, l’ora dell’ultimo drink, quanto impieghi ad addormentarti, il numero dei risvegli e la tua energia al mattino. Poi confronta le notti senza alcol con quelle in cui hai bevuto. Questo diario non è una diagnosi, ma può rendere visibile una relazione che la memoria cancella facilmente.
Non usare l’alcol come sonnifero
Un effetto sedativo non significa che il sonno sia migliore.
Fai attenzione all’orario
Un drink tardivo lascia meno tempo per eliminare l’alcol prima di dormire e svegliarti.
Non combinare alcol e farmaci per dormire senza aver chiesto consiglio
Il rallentamento del sistema nervoso e della respirazione può sommarsi in modo pericoloso.
Chiedi un consulto per un’insonnia persistente
Trattare la causa è più sicuro che sedare i sintomi ogni sera.

